“ L’ORTOPEDICO INFORMA ”
a cura del dott. Sergio Galanti
Lombalgie e Lombosciatalgie
La lombalgia e la lombosciatalgia sono condizioni dolorose caratterizzate da dolore lombare associate dolore lungo uno o entrambi gli arti inferiori. Sono condizioni frequenti. Sono molte le cause che possono determinare una lombalgia: traumi, processi osteoartrosici, degenerazione discale, ernia del disco, spondilolisi e listesi, tumori, processi infiammatori, stenosi. Un buon inquadramento clinico è necessario, prima di quello diagnostico, orientando le indagini sul livello e l’intensità dei sintomi. Nel sospetto di ernia discale la diagnostica per immagini è quasi integralmente occupata dalla Risonanza Magnetica. Esistono, tuttavia, condizioni che suggeriscono di eseguire una rx-grafia e/o una Tac (paziente portatore di pace-maker o altri dispositivi metallici). Le radicolopatie lombosacrali, oltre all’irradiazione del dolore all’arto inferiore con distribuzione legata alla radice interessata, spesso sono anche caratterizzate da: parestesie sotto forma di formicolii, bruciori, senso di elettricità allo sfioramento e/o senso di addormentamento, riduzione/scomparsa della sensibilità. In questo processo di localizzazione della sede di lesione l’Elettromiografia rappresenta l’esame che, integrato con la RM lombare, permette di formulare un’ipotesi diagnostica, seguire il decorso e fornire una prognosi per le principali patologie neuromuscolari. I due test, infatti, non si escludono a vicenda, ma al contrario risultano complementari. Vari i trattamenti previsti dalla Neuroradiologia interventistica considerata l’altrettanta varietà delle affezioni spinali. Dalle iniezioni epidurali transforaminali (o con accesso posteriore interlaminare in caso di stenosi) con anestetico e cortisone TC guidate al trattamento percutaneo TC guidato, indicato in particolar modo quando la causa è legata alla presenza di cisti sinoviali. Nel caso di documentate, confermate, complesse, irreversibili forme di Lombosciatalgia il trattamento chirurgico rimane l’indicazione assoluta. In presenza di un’ernia discale si propenderà per una discectomia nelle varie forme in cui può essere effettuata. In caso di stenosi del canale lombare, intesa come restringimento del diametro del canale vertebrale e/o dei forami intervertebrali, la metodica chirurgica indicata prevede la decompressione tramite laminectomia e foraminotomia del canale vertebrale per restituire al sacco durale e alle strutture in esso contenute lo spazio adeguato ponendo fine alla sofferenza compressiva. A conclusione di quanto fin qui detto è indubbio che, a causa della loro frequenza e dell’impatto socio-professionale, la lombalgia e la lombosciatalgia siano ormai un reale problema di salute pubblica. Rappresentano una delle cause più comuni di dolore negli adulti e sono responsabili di un gran numero di giornate lavorative perse. Oltre ai trattamenti fin qui enunciati, per completezza, è doveroso ricordare che, per quanto concerne quello farmacologico, possiamo sempre avvalerci dell’utilizzo di Paracetamolo, Fans, Corticosteroidi, Miorilassanti, Gabaergici, Antidepressivi Triciclici e oppioidi, tenendo sempre in dovuta considerazione gli effetti collaterali più o meno gravi legati ad ognuno di essi. Ultimo, ma non certo come importanza, tutt’altro, un dovuto sguardo a tutto ciò che la fisioterapia può darci in maniera significativa sia nel trattamento conservativo che nel post-intervento nelle forme di patologia fin qui trattate. Il suo scopo risiede nell’attenuare la sintomatologia dolorosa del paziente. L’iter fisioterapico prevede il trattamento in palestra, l’idrokinesiterapia (laddove possibile) e il trattamento posturale. Il percorso in palestra si compone di esercizi, stretching ed impiego di apparecchiature ad azione antalgica ed antiinfiammatoria quali, tra le principali, più efficaci e più utilizzate, la Magnetoterapia, gli Ultrasuoni, la Tens, la Tecar e il Laser ad alta potenza. Gli esercizi proposti durante la terapia consistono in approcci forza/resistenza e di coordinazione/stabilizzazione al fine di potenziare il sistema muscolare ed incrementare la flessibilità del tronco. Una volta superata questa fase si può introdurre un percorso di ginnastica posturale con l’obiettivo di far prendere coscienza al paziente degli atteggiamenti posturali antalgici strutturati nel tempo. Tramite posture che si eseguono in posizione eretta si riesce ad ottenere un’immediata e duratura distensione della catena muscolare posteriore, ripristinando così una corretta postura.







